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Biografia

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N

 ato a Pistoia nel 1929 – figlio di un funzionario delle Ferrovie dello Stato e gran combattente (Cavaliere di Vittorio Veneto) – Giancarlo Innocenti fin dall’infanzia preferì i motori veri a quelli giocattolo. Nel deposito della Stazione ferroviaria di Pistoia, si rotolava sotto i locomotori per vedere come erano fatti. Là, dove nessuno poteva vedere e dove nessuno poteva vederlo, si trovava a suo agio e passava le ore a studiare i meccanismi. Era il suo mondo. Lui non chiedeva niente di più. Ragazzo vivace sprizzava elettricità da tutti i pori, tanto che gli amici lo ribattezzarono “Scintilla”.Terminati gli studi si mise subito al lavoro. Era il dopo guerra e si doveva pensare a ricostruire l’Italia. 

Erano gli anni dell’inizio dell’era FIAT e Giancarlo Innocenti approntò un economizzatore di carburante per autoveicoli che dosava il carburante, in base alla depressione che si creava nel carburatore. Il sistema venne provato, con successo, su una FIAT Topolino “A” con a bordo un giovane giornalista emergente Alberto Ciullini, de “La Nazione”. Successivamente fu invitato a provare l’economizzatore sull’anello dello stabilimento FIAT di Lingotto e, infine, venne brevettato. Ci fu subito un industriale bolognese che si interessò al sistema, iniziando la produzione e la commercializzazione su scala nazionale. Ritornò al vecchio amore dei locomotori, per mettere a punto un principio che aveva per oggetto il sistema frenante. Fu presentato ad un industriale milanese del settore. Dopo il colloquio gli fu risposto che il principio non avrebbe dato luogo ad alcun sviluppo. Al termine dell’incontro lasciò nelle mani dell’industriale il progetto, con la promessa che se ci fosse stata un’evoluzione, sarebbe stato ricontattato. La telefonata non arrivò mai e dopo qualche anno il congegno venne montato sul locomotore conosciuto come “La Tartaruga” ed ancor oggi è un sistema frenante all’avanguardia. Assorbita la delusione, negli anni successivi perfezionò i suoi studi sull’elettro coagulazione. Inventò la resistenza per le termocoperte e, da un’esperienza personale, venne fuori l’idea del dispositivo di emergenza per ascensori che, in caso di arresto improvviso dovuto a cause meccaniche o elettriche, avrebbe riportato la cabina, in modo del tutto automatico, al piano immediatamente superiore, senza l’ausilio manuale dell’operatore. Il congegno era costituito da un quadro di distribuzione a bassa tensione ed a corrente continua. In caso di blocco, entrava automaticamente in funzione per mezzo di un circuito elettrico, collegato ad un apparecchio rotante che forniva l’energia meccanica necessaria per riportare la cabina al piano. Era l’anno 1965. Fu subito molto richiesto dai giornalisti della carta stampata e della televisione che volevano sapere tutto, su quella che doveva essere l’invenzione del Secolo. Era il periodo dei primi black-out nei grattacieli d’oltre Oceano. Susseguirono una serie di test. Ci fu l’approvazione dell’E.N.P.I. (Ente Nazionale Prevenzione Infortuni) e l’istallazione dei primi prototipi. Ad Avellino, alla presenza dei giornalisti RAI della trasmissione televisiva “Cronache Italiane”, venne provato il congegno dando esito positivo. Il brevetto successivamente venne venduto ad una società del Sud. Se vi capita di montare su un ascensore e notate la targhetta con su scritto “Dotato di un sistema automatico di emergenza che, in caso di arresto improvviso, riporta la cabina al piano” sappiate che questo congegno, del quale si sentirà parlare anche nel terzo millennio, è stato inventato da un pistoiese, un certo Giancarlo Innocenti, oggi valente tecnico di computer, passato con grande disinvoltura dalle valvole agli integrati grazie a studi portati avanti da oltre quindici anni. Proprio questi studi l’hanno portato, da astuto osservatore com’è, ad un’invenzione che è anche un modello di utilità, per i possessori di Personal Computer. Un micro gruppo di continuità, più piccolo di un pacchetto di fiammiferi che, posto all’interno dell’alimentatore stesso del PC, in caso di interruzione improvvisa di energia elettrica, alimenta tutto il sistema informatico per almeno 10 – 15 minuti.Questo risultato si ottiene grazie al supporto di una batteria tampone molto leggera e sottile. Questa idea mi è venuta in mente osservando l’evoluzione tecnologica del settore informatico – dice Giancarlo Innocenti – infatti, con il passare degli anni, mentre il settore dei computer ha subito un’evoluzione notevole sia nelle prestazioni che nelle dimensioni, i Gruppi di Continuità – continua Giancarlo Innocenti – sono rimasti pressoché uguali, pesanti ed ingombranti. Allora ho pensato di far entrare all’interno dell’alimentatore stesso del PC, quello che gli altri mettono in una scatola pesante ed ingombrante”. In questo modo Giancarlo Innocenti ottiene notevoli benefici. Prestazioni uguali ad un UPS. Peso di poco superiore ai 200 grammi. Costi limitati.Compatibilità totale con tutti i Computer poiché non altera le dimensioni dell’alimentatore.Adattabile oltre che ai PC anche a tutti gli apparecchi elettronici, compresi quelli elettromedicali. Proprio questa ultima caratteristica fa pensare alle sale operatorie, dove l’interruzione di energia elettrica delle apparecchiature, mette in serio pericolo la vita dei pazienti. Giancarlo Innocenti è un grande conoscitore di tutte le materie scientifiche con particolare riferimento alla matematica, la fisica e la chimica. Occupandosi di risparmio energetico e sicurezza è stato uno studioso che nel corso della vita ha fatto importanti scoperte e per questo lo possiamo definire uno dei più grandi inventori degli ultimi cinquanta anni.  Per questo meriterebbe la Laurea “honoris causa” in ingegneria elettronica. Sarebbe il premio per chi, come lui, ha avuto un solo obiettivo: conoscere.  

Paolo Innocenti

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Commenti»

1. andrea - febbraio 16, 2008

Sei un mito ZIO !!!

Andrea e Nives e Famiglie da Avellino


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